13,50 €
Caratteristiche organolettiche: È un vino di colore giallo paglierino tenue, dai profumi di fruttato intensi e persistenti. Il retrogusto lascia sentori floreali e di frutta esotica. Servire ad una temperatura di 8/10° C.
Abbinamenti: consigliato come aperitivo o in abbinamento a piatti di pesce, risotti, formaggi non stagionati.
La denominazione di origine Fiano di Avellino DOCG è riservata ai vini prodotti a partire da uve del vitigno Fiano (min.85%), prodotte nella zona designata, a nord di Avellino, che si estende fino ai confini della provincia di Benevento.
I vini Fiano di Avellino DOCG esprimono la loro territorialità individuando quattro distinte zone di elezione dove le caratteristiche varietali del vitigno Fiano esprimono un comune filo conduttore, con accenti e sfumature peculiari a seconda di altimetria, esposizioni e composizione dei terreni.
Zona di produzione delle uve: Grottolella.
Altitudine dei vigneti: 450/500 m c/a
Allevamento vigneti: Guyot
6 disponibili
Il Fiano Di Avellino Docg è il risultato della vinificazione in purezza dell’omonima uva, coltivata ad un’altitudine di 450 m sopra il livello del mare. Dai nostri terreni si ottiene un vino prestigioso e dagli aromi intensi: il sapore sprigiona un sentore di nocciola tostata. Si tratta di un vino strutturato dal colore giallo paglierino; bevuto anche dopo 2/3 anni di affinamento mantiene tutta la sua espressività.
Vi sono diverse ipotesi circa la storia del vitigno. Una prima racconta che furono i Greci a portare in Italia l’originario vitigno del Fiano, la “Vitis Apicia”: le prime viti furono piantate a Lapio, una località che prese il nome dall’uva, il comune dove tuttora si produce il Fiano. A sua volta, il nome “Vitis Apicia” o “Apina” deriva dalla caratteristica, proprio di quest’uva dal dolce profumo, di attirare sciami di api nelle vigne. Da Apina derivò “Apiana” e da questo “Afiana”, quindi Fiano. Un’altra ipotesi prevede che il nome abbia origine da una popolazione proveniente dalle Alpi Apuane, sopraffatta dai Romani e scesa nel II secolo a.C. in Campania. Questi avrebbero portato con sé il vitigno Apuano, mutato in Apiano, poi in Afiano e infine in Fiano.
Consigliato come aperitivo o in abbinamento a piatti di pesce, risotti, formaggi non stagionati.
Pasto aperitivo.